I Monasteri Benedettini

I monasteri benedettini e arte benedettina (IX-XIII sec) e romanica (XI-XIII sec)

I monasteri benedettini

Fin dall’Alto Medioevo (V-X sec.) anche in Friuli, come in tutta Europa, i monasteri benedettini devono aver avuto un ruolo fondamentale nella elaborazione e nella trasmissione della cultura, in particolare quella figurativa sia con i cicli di affreschi sia con le miniature sui codici (salteri, evangelari, antifonari, ecc.). Si ricordi che San_Benedetto_da_Norcia (480-547 circa) fondò il primo monastero a Montecassino
nel 529 ca. L’istituzione di monasteri o abbazie con la regola benedettina che affiancava alla preghiera il lavoro e lo studio, diversa da quella più antica contemplativa orientale, ebbe un rapido e grande successo accompagnato da donazioni anche di sovrani, lasciti di privati. Così gli abati amministravano non solo le attività economiche (le proprietà dei conventi) ma anche la vita pubblica (giustizia, opere pubbliche, difesa ecc.).
Il più antico (perché di documentata istituzione longobarda) e glorioso (per la ricchezza e importanza raggiunta) di questi monasteri benedettini in Friuli è l’Abbazia di Sesto al Reghena con la sua chiesa di S. Maria in Sylvis (XII sec.), poi abbiamo l’abbazia di Summaga nel concordiese di cui resta la sola chiesa del 1211, ma con un sacello precedente, quella di Rosazzo con la chiesa di S. Pietro del 1070, quella di Moggio con la chiesa di S. Gallo del 1119.
Di questi monasteri ben poco ci resta di interessante anche solo a livello architettonico a causa di terremoti e distruzioni dovute ad azioni di guerra. La loro ricchezza li rendeva obiettivo sia delle rapine di invasori come Ungheri prima e poi i Turchi sia dei signorotti locali spinti dalla prospettiva del bottino.
L’unica eccezione alla distruzione o allo snaturamento totale di questi monasteri è rimasta l’abbazia di Sesto al Reghena che, nel suo vasto complesso monumentale che ancora ci resta, riesce ad evocare lo spirito del monachesimo dell’epoca romanica.

Arte benedettina e ottoniana preromanica dei secoli IX-XI

Arte benedettina e romanica dei secoli XI-XIII .

Con “arte benedettina” si intende una espressione artistica, un nuovo «linguaggio» di matrice bizantina, ma tuttavia con una sua originalità e dignità, che si fa sentire (sin dal sec. VIII) nei conventi benedettini sparpagliati per l’Europa, ma non solo in essi.
- Una delle sue antiche e più famose manifestazioni è quella del complesso abbaziale benedettino sull’isola di Reichenau sul lago di Costanza, ove ci sono tre chiese: S. Marco e Maria a Mittelzell, quella di S. Pietro e Paolo a Niederzell e quella di S. Giorgio a Oberzell.
Quest’ultima è una massiccia costruzione a tre navate eretta tra il IX e il X secolo e conserva un importante ciclo di affreschi preromanici, indicati talvolta come tardo-ottoniani, ma in cui la componente bizantina è chiaramente riconoscibile.
- Un’altra antica manifestazione pittorica, legata a questo stile, è il ciclo di affreschi, che si datano tra la fine del secolo VIII e l’inizio del IX, e che si trovano nella chiesa di S. Giovanni di Müstair (Grigioni), che fa parte del monastero (da cui ha preso nome la località Müstair, in ladino) che in seguito è passato alle monache Benedettine.

Tale «linguaggio» è caratterizzato da una stilizzazione delle figure che, pur variando con le epoche e con le località, appaiono appiattite, con occhi contornati in modo pesante, spesso sgranati e con sopraciglia e naso lumeggiati di bianco, in teste piccole rispetto al corpo, gambe smilze e corpi molto allungati, coperti con ampie vesti, nei tempi più antichi corte e svolazzanti.
Nei cicli pre-ottoniani si nota un certo movimento dei corpi, successivamente si vedono figure solenni e irrigidite, talvolta con delle innaturali conformazioni delle pieghe, per esempio a bolle rotonde in corrispondenza di cosce e gomiti, e guance caratterizzate da un bollino rosso.

Esso richiama per qualche verso (nelle figure dei soldati) la Crocifissione di S. Maria Antiqua e si riscontra in seguito e in misura diversa in varie opere delI’XI, XII e XIII secolo, e cioè in epoca romanica.
Gli esempi sono molto numerosi e sparsi in tutta Europa, così i dipinti di S. Benedetto di Malles (del IX-X sec.), nell’ampio ciclo di affreschi di Sant’Angelo in Formis (Capua) della fine del sec. XI, gli affreschi della cripta della cattedrale di Anagni (Frosinone) dell’inizio del XIII secolo, oppure in S. Maria in Cryptas (del XIII secolo) a Fossa (L’Aquila) o ancora, nella nostra regione: gli affreschi della cripta di Aquileia (XII sec), del sacello di S. Giusto a Trieste (XIII sec), dell’Abbazia di Summaga (XII e XIII sec), dell’Abbazia di Sesto al Reghena (XII sec), del battistero di Concordia (XII sec), di S. Maria del Castello di Udine (XIII sec), e di altri sparsi nella regione e dei quali si dirà.

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