Santa Maria Di Castello

Chiesetta di S. Maria di Castello di Udine

La chiesetta di S. Maria di Castello a Udine si presenta con la facciata dell’inizio del XVI secolo, che sostituì la precedente gravemente danneggiata dal terremoto del 1511.
Ma la chiesa è molto più antica tanto che, sulla base di una iscrizione su un frammento di marmo, la si attribuisce all’epoca di Liutprando (re longobardo dal 712 al 744).
I soliti terremoti resero necessaria una ricostruzione tra il XII e il XIII secolo secondo uno schema a tre navate e tre absidi, con quella centrale di dimensioni maggiori rispetto le laterali. Successivamente l’edificio subì un radicale e nefasto rifacimento, alla fine del XVIII secolo, per cui l’interno prese l’aspetto neoclassico. Infine negli anni 1929-31 un massiccio restauro riportò l’interno alle forme medievali. Di quest’epoca (metà del XIII secolo) ci sono rimasti gli affreschi dell’absidiola di destra (per chi entra), con una interessante Deposizione nel semicatino e la teoria degli Apostoli nella parte sottostante dell’emiciclo. Si tratta di dipinti di stile “romanico occidentale” che risente dei soliti influssi bizantini.
Si nota un tipo di rappresentazione della figura umana sottile e sproporzionata secondo il gusto dell’arte benedettina che richiama lo stile di Summaga nei volti, in cui si nota la precisione del segno e quello della Crocefissione di S. Marco a Venezia, con le figure allungate e “scavezzate”. La scena mostra nell’insieme il superamento della rigidità e dell’affollamento delle persone, proprie di certo stile bizantino, mantenendone invece le sproporzioni e l’ingenuità prospettica degli edifici.
Un particolare interesse suscitano i due oranti posti uno in alto nell’angolo destro e strabordante l’incorniciatura della Deposizione e uno in basso a destra, nel finto velario .
Trovare cosa accomuni queste figure tra loro e con quella dell’orante di Venzone, al di là della resa delle pieghe del vestito e del fatto che stanno un po’ per aria non avendo alcun rapporto con lo sfondo, non saprei, ma il collegamento viene d’istinto.

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